In un libro diviso in due parti, Regina descrive come viene, per la prima volta,
a contatto con i reduci dei campi di sterminio, mentre è su di una nave
che la porta verso la tanto attesa libertà.
dei suoi ultimi sei anni da quando ha dovuto scappare, con la sua famiglia,
dalla sua casa in Lipsia in Germania.
Lipsia la sua primissima infanzia, Lipsia la grande famiglia di sua madre
che man mano si avvicinavano gli eventi funesti si andava via via abbandonando,
spinti dallo spirito di sopravvivenza.
Regina si era grandemente affezionata alla famiglia Rimalower,
marito moglie e tre figlie, chiamandoli addirittura zii seppur in realtà non lo fossero, lei era semplicemente nata in casa loro.
Ma gli occhi dei bambini hanno la capacità di vedere oltre la realtà
e in seguito una delle figlie dei Rimalower, Lotte, sposò veramente Leo,
il fratello di sua madre, divenendo così davvero sua zia.
Regina ha un animo generoso e ricorda con nostalgia il suo ingresso a scuola
e la sua miglior e fedele amica Ruth Kampfe che pur di starle vicina,
veniva a trovarla alla sera, di nascosto, rischiando la sua stessa vita a suo favore.
Iniziano, pian piano, a comparire i primi manifesti:
"E' vietato l'ingresso agli ebrei e ai cani"
e poi, via via, diventano sempre più numerosi, riducendo di gran lunga
gli spazi in cui poter andare e muoversi.
Non capiva il perché di tali divieti e tali distinzioni che creavano spaccature
là dove prima non c'erano.
Com'era possibile sentirsi diversi solo per via della religione?
Se c'è un solo Dio, non era forse uguale e unico per tutti?
È così che Regina Zimet insieme a suo padre e sua madre,
iniziano il loro lungo pellegrinare da una terra all'altra, da una città all'altra
[iniziato a Lipsia in Germania nel 1939 con la notte dei cristalli
e conclusosi in Palestina (attuale Israele) nel 1945].
Arrivano a Milano da dei loro parenti, da qui fino a Bengasi in Libia
(allora ancora colonia italiana) con destinazione: Palestina
(allora territorio sotto il mandato inglese).
Ma con l'inizio della seconda guerra mondiale dove l'Italia in un primo momento
si era dichiarata neutrale ed in seguito alleatasi con la Germania contro l'Inghilterra, furono rinchiusi, da prima, in un campo di concentramento
e di seguito costretti a fare ritorno in Italia come "prigionieri di guerra".
Dal carcere di Napoli vengono trasferiti in un altro campo di concentramento
Qui arriva una notizia che da una svolta alla famiglia Zimet,
Gli Zimet scelgono la provincia di Bergamo più vicina a Milano ed ai loro parenti.
giungono da prima a Bergamo dove si fermano presso la famiglia Borsa
e poi si trasferiscono a San Giovanni Bianco, poi a Serina
ma il loro viaggio non è ancora terminato.
aiutati dalla brava gente del posto, tra mille peripezie raggiungono San Pellegrino,
Piazza Brembana, Piazzatorre e la Cantoniera di San Marco al passo con la Valtellina e poi giù verso Albaredo, Talamona e San Bello e proprio al di là del ponte di Ganda tra la paura più pura con i fascisti da una parte e i partigiani dall'altra, loro erano nell'occhio del ciclone.
aiutati dalla famiglia Della Valle e aiutandosi vicendevolmente,
arriveranno fino alla fine della seconda guerra mondiale, che gli da la liberazione.
Regina e la sua famiglia, devono la loro vita.