BENVENUTI nel mio blog!!!

Innanzitutto bisogna capire cosa intendo io per recensione:

non per forza un riassunto del libro, a volte pure e semplici impressioni, valutazioni ed interpretazioni di quello che un libro mi ha o non mi ha trasmesso.

E non come pensa mio figlio "Brava mamma, così poi vengo da te e rubo il lavoro che hai fatto..."

Non è esattamente così che dovrebbero andare le cose.

Spero di comunicare il desiderio, la voglia e il piacere di leggere perché leggere è bello, è evasione, è libertà ed è cultura purché si capisca quello che si legge.

In più, nei miei commenti, spesso, voglio semplicemente ricordare il come o il perché un libro sia entrato a far parte della cerchia delle mie letture.

Sperando di condividere con voi questo e tanto altro ancora, mi auguro che la cosa sia reciproca e che la passione per i libri ci unisca!


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mercoledì 22 febbraio 2017

Le ali del bruco

Genere: narrativa

Autore: Antonio Cucciniello

Il protagonista non ha un nome,
perché quel che importa
non è il suo nome, ma la sua storia.
Dove può arrivare l'autostima
quando tutto intorno a sé va a rotoli???
La perdita del lavoro, prima,
e della famiglia, poi,
fanno aumentare i debiti, l'autocommiserazione e il rimpianto.
Se non esce da certi schemi,
che lo inquadrano e lo imprigionano
in una routine di vita malata,
continuerà a vedere il mondo
distorto e contorto,
fino al disfacimento,
ed al degrado in cui si rifugia.
Le sigarette e l'alcol non sono che pretesti per sfuggire alle proprie responsabilità.
Nel circolo vizioso in cui è entrato,
il desiderio di vedere suo figlio Matteo,
la proibizione da parte della moglie Roberta,
il suo fallimento,
non gli permette di avere fiducia
ne in sé stesso e neppure negli altri.
Un sistema metodico
dal quale se ne esce soltanto con
il dialogo e il confronto,
non isolandosi e
scoprendo il senso di famiglia
come coesione e non singolarità.
Paranoia, psicosi, o che altro,
in piccoli flashback, o incubi,
in un universo parallelo di disegni,
in cui la linea della certezza
si distorce nel caos
e nell'immobilità di reagire.
L'incontro con un barbone,
il "poeta pezzente",
diventeranno i primi rudimentali approcci
con la conoscenza umana,
del proprio vero io.
La saggezza arriverà con
la consapevolezza che solo noi
siamo i padroni del nostro destino!!!

sabato 18 febbraio 2017

Il fu Mattia Pascal

Genere: classico - narrativa

Autore: Luigi Pirandello

Premessa: Questo racconto,
è in un certo qual modo autobiografico,
nel sensore ci sono molte similitudini
con la vita di Pirandello,
seppur messo in scena
nei panni di Mattia Pascal.

Mattia, vive con la madre
in un paesino ligure Miragno*,
non ha avuto la fortuna
di conoscere suo padre
dato che morì,
quand'egli ebbe quattro anni.
Quel che seppe è che fu
un commerciante marittimo
e che quando morì,
lasciò l'enorme patrimonio
a sua madre,
la quale non lo seppe gestire,
quando lo mise con ingenuità
nelle mani di Malagna,
un furfante amministratore.
Fisicamente non si piace,
ha un occhio che lo caratterizza
ma tutto sommato si accetta.
La sventura o meglio sciagura
che si abbatte, dalla morte di suo padre
sul suo patrimonio, lo sferza.
Ma che inghippo, che tranello,
servì a Mattia per procurar un matrimonio, tra l'altro non felice,
dato che per ammogliar l'amico Pomino
resta lui stesso ammogliato
e con la "sposa" di lui, Romilda​.
L'infelicità e la sua sfortuna
cominciano così...
La madre è costretta a vendere la sua casa
ed ad andare in casa con la nuora
e la consuocera.
Una situazione non per niente vivibile,
Mattia se ne duole,
chiede aiuto a suo fratello Roberto
il quale non è nelle condizioni
per poter dar loro una mano.
Per fortuna, interviene zia Scolastica,
a portarla via con se.
Mattia diventa padre
di due splendide bambine,
ma una muore subito, mentre l'altra
a distanza di un annetto.
Si allontana da casa per riflettere
della sua vita o fors'anche per scappare
e si ritrova a giocare al casinò
contraendo un'ingente vincita.
Ora che ha i soldi può tornare a casa,
ma apprende dai giornali
la notizia del suo suicidio.
Cosa fare? Tornare per chiarire
o approfittare dell'occasione
per sparire per sempre?
Ora che è creduto morto
ha la possibilità di liberarsi
della sua vecchia una vita,
di rinascere e rifarsene una nuova.
Dalla morte alla vita, una nuova vita.
Libero. Finalmente libero,
dalla suocera, dalla moglie, dai debiti
dal passato, da tutto o quasi.
Ma com'è vivere avendo
tutto il tempo per sé?
Non si può dire al cervello di ragionare
ne al cuore di amare,
ecco i dubbi e le prime nostalgie
d'aver abbandonato una vita normale
per inseguire un'utopia.
Ma soli a se stessi ci si può bastare???
Com'è stare al mondo
vivo per la morte e morto per la vita?
Come può costruirsi una vita di menzogne all'ombra di se stesso??
Ex bibliotecario, ex Adriano Meis,
ecco che resuscita,
ritorna al paesello per prendere possesso
della sua vecchia vita,
ma che comunque non gli appartiene più
perché se è vero che chi muore giace,
chi vive si dà pace!!!

*Paesino immaginario.

mercoledì 1 febbraio 2017

La gallina che sognava di volare

Autrice: Sun-Mi Hwang

Genere: narrativa

Questa favola che può essere letta
da chiunque sia in grado
di poterlo fare, non ha limiti di età,
perché l'amore non conosce età,
e ci insegna che nonostante tutto
la vita va avanti...
Nei pericoli, nelle difficoltà
e nei momenti più duri
l'amico è colui che
è disposto a sacrificare la sua stessa vita
per realizzare i nostri propri desideri.
Ci insegna che anche l'essere
che noi crediamo più stupido
ha dei sogni e per questo
dobbiamo rispettarlo.
S.M.Hwang entra in ambiti
molto profondi quali:
la diversità, il bullismo,
l'accettazione, l'emarginazione,
la maternità, l'allontanamento,
l'amicizia e l'amore,
e lo fa con un'incisività
e una schiettezza disarmante,
perché una favola per essere vera
ha bisogno di scontrarsi
con la crudele realtà!