Autore: Antonio Cucciniello
Il protagonista non ha un nome,
perché quel che importa
non è il suo nome, ma la sua storia.
Dove può arrivare l'autostima
quando tutto intorno a sé va a rotoli???
La perdita del lavoro, prima,
e della famiglia, poi,
fanno aumentare i debiti, l'autocommiserazione e il rimpianto.
Se non esce da certi schemi,
che lo inquadrano e lo imprigionano
in una routine di vita malata,
continuerà a vedere il mondo
distorto e contorto,
fino al disfacimento,
ed al degrado in cui si rifugia.
Le sigarette e l'alcol non sono che pretesti per sfuggire alle proprie responsabilità.
Nel circolo vizioso in cui è entrato,
il desiderio di vedere suo figlio Matteo,
la proibizione da parte della moglie Roberta,
il suo fallimento,
non gli permette di avere fiducia
ne in sé stesso e neppure negli altri.
Un sistema metodico
dal quale se ne esce soltanto con
il dialogo e il confronto,
non isolandosi e
scoprendo il senso di famiglia
come coesione e non singolarità.
Paranoia, psicosi, o che altro,
in piccoli flashback, o incubi,
in un universo parallelo di disegni,
in cui la linea della certezza
si distorce nel caos
e nell'immobilità di reagire.
L'incontro con un barbone,
il "poeta pezzente",
diventeranno i primi rudimentali approcci
con la conoscenza umana,
del proprio vero io.
La saggezza arriverà con
la consapevolezza che solo noi
siamo i padroni del nostro destino!!!
Antonio Cucciniello rende bene
RispondiEliminail concetto del viaggio
attraverso il treno,
un viaggio che facciamo,
alla scoperta di noi stessi.
E "le ali del bruco" simboleggiano
la metamorfosi di questo viaggio,
nella voglia di rivincita personale,
un inno alla riconquista
ed alla rivalsa.