Un blog in cui trovare recensioni di libri, poter parlare di tutto un po', scambiarsi opinioni o semplicemente suggerire letture, per un arricchimento socio-culturale.
BENVENUTI nel mio blog!!!
Innanzitutto bisogna capire cosa intendo io per recensione:
non per forza un riassunto del libro, a volte pure e semplici impressioni, valutazioni ed interpretazioni di quello che un libro mi ha o non mi ha trasmesso.
E non come pensa mio figlio "Brava mamma, così poi vengo da te e rubo il lavoro che hai fatto..."
Non è esattamente così che dovrebbero andare le cose.
Spero di comunicare il desiderio, la voglia e il piacere di leggere perché leggere è bello, è evasione, è libertà ed è cultura purché si capisca quello che si legge.
In più, nei miei commenti, spesso, voglio semplicemente ricordare il come o il perché un libro sia entrato a far parte della cerchia delle mie letture.
Sperando di condividere con voi questo e tanto altro ancora, mi auguro che la cosa sia reciproca e che la passione per i libri ci unisca!
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mercoledì 24 dicembre 2014
Un sogno di Natale, e come si avverò
Autore: Louisa May Alcott
La piccola Effie era stanca e stufa del Natale, e sua madre le consigliò la lettura
di un buon libro che invece l'avrebbe aiuta a capire l'importanza del Natale
ma volle sapere il perchè sua figlia avesse esordito con una tale lamentela.
Effie rispose che principalmente era sempre la stessa cosa ogni anno, ripetuta.
Non c'era più niente che la rallegrasse, anzi!
Indubbiamente Effie era una bambina amata, coccolata e forse anche viziata.
Ma il desiderare di essere povera questa poi batteva tutte le sue stramberie.
Quella notte dopo aver letto il libro e ascoltato dalla sua tata un'infinità di storie
riguardo al Natale, andò a letto e fece uno strano sogno.
Lo spirito del Natale si presentò a lei sotto forma di un ragazzino
ed il suo compito era quello di infondere a tutti la gioia.
In un attimo Effie si ritrovò in un altro mondo: il paese del Natale dove la musica,
i canti e i balli la rendevano felice.
Ghirlande, alberi di Natale, soldi per i più poveri, per non dimenticare
i buoni sentimenti, tutto era pronto per la grande magia.
Effie non avrebbe più detto che Babbo Natale non esisteva,
ora ne vedeva ben quattro, ognuno per ogni angolo della terra.
Come "Alice nel paese delle meraviglie" Effie vive un sogno da favola.
Quando si svegliò il giorno seguente, era la vigilia di Natale
e raccontò il suo sogno alla madre la quale vedendo la felicità della figlia
studiò un sistema per poterlo mettere in pratica.
In questa breve raccolta di tre racconti dallo sfondo natalizio,
l'autrice di "Piccole donne" non smentisce il suo inconfondibile stile di amore
ed armonia, dall'aria un po' retrò ma mai superato.
Nell'ultima parte viene inoltre incluso un racconto della scrittrice Elizabeth McKenzie, in omaggio e ringraziamento all'autrice.
Con questo libro si capisce come ci sia più gioia nel dare che nel ricevere
e di come si ottiene di più dal ricevere come grazie, un semplice sorriso
che neanche un regalo tanto atteso.
Il valore dell'amicizia, dell'amore sia pure verso un animale, se riposti bene,
vengono sempre ripagati.
Sentimenti autentici, sinceri e profondi che fanno capire quale dev'essere
il vero significato del Natale.
Buon Natale a tutti!!!
domenica 7 dicembre 2014
Plotone d'esecuzione - I processi della prima guerra mondiale
Autori: Enzo Forcella ed Alberto Monticone
Da brivido già dalle prime pagine si denuncia,
che subito dopo la disfatta di Caporetto e per tutto il periodo della grande guerra,
come era assolutamente vietato fare o dire con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo:
manifesti, cartoline, canzonette, discorsi, opposizioni, ribellioni, proteste,
autolesionismo o atti di codardia insomma qualsiasi cosa fosse antipatriottista
o contraria alla guerra, era considerata anticonformista.
C'era chi era chiamato a sorvegliare sulla posta ma per fortuna era un lavoro difficile da gestire.
Poi c'era chi faceva propaganda e non senza ragione,
a scredito dei campi di concentramento del nemico.
Azioni (disertare, ammutinare) ed intenzioni (intendere)
atte a minare la tranquillità pubblica,
erano considerate condanne per tradimento punibili
con la pena di morte immediata, col mezzo della fucilazione,
reclusione ordinaria, militare o ergastolo
(lavori forzati a vita) etc. etc...
Tutto questo andava così ad aumentare l'immenso cimitero di drammi umani,
anche se nel minore dei mali e dei casi erano sanzionabili solo con il pagamento
di un'ammenda che dipendeva dalla gravità del reato commesso.
Non c'è nulla di giusto in una guerra ma men che meno sentenze che
la lasciano dir lunga sui crimini attribuitigli poichè i giudici
non avevano il compito di stabilire di chi fosse la verità
ma di stabilire esempi di moralità e condotta.
Lo Stato attraverso il Comando Supremo ed i tribunali militari,
voleva, in questo modo, proibire che i poveri soldati analfabeti compivano iniquità
ed è per questo che le sentenze non mancavano
anzi dovevano essere da monito per eventuali sovversivi
e lo scopo principale di tale restrittiva disciplina era atto ad arginare le diserzioni,
i cedimenti in combattimento e la propaganda disfattista.
La Chiesa che ruolo ha avuto in tutto questo?
Ecco inoltre i sacrifici, le privazioni, le sofferenze, la crudeltà richiesti
per la maggior parte ai poveri contadini, a cui erano stati imposti e sottoposti.
Dopo tutto come non reagire?
Il contadino soldato era cresciuto ed aveva visto oltre al suo orto
anche la spregevole realtà del mondo,
quindi non era solo un atto di stanchezza o viltà,
adesso ne prendeva coscienza, conoscenza, posizione ed opposizione.
Ma da che parte stare?
Disertore o veterano, ladri od onesti, fedeltà o tradimento?
Non c'era nessuna differenza tra il bene od il male erano da considerarsi
"la stessa cosa" perchè "la guerra si chiama guerra e chi non scappa lo sotterra".
Da queste pagine si intuisce che quello che più importava era restare vivi.
Allora perchè tutta quest'ingiustizia?
C'è da chiedersi se dietro alla sincerità di un soldato si celava davvero
un motto rivoluzionario e sovvertivo o era solo lo stato d'animo umano
in preda alla disperazione delle atrocità della morte?
Dietro una guerra ci sono tutti i volti di chi l'ha vissuta
e non possiamo ne dobbiamo vederla sotto un unico punto di vista
perchè milioni sono gli occhi da tenere in considerazione
e nessuno ha il diritto di dire chi è migliore o peggiore.
Se da una parte c'è il fervente dall'altra c'è, non meno priva d'importanza,
il codardo che non gli importa nulla di essere visto per quello che è
purchè si salvi la pelle.
In primis c'è da capire il clima dell'Italia in quel periodo e come i patriottisti,
anima democrastica ed "irrazionalista", la società civile,
si fondono insieme alla milizia, anima autoritaria e repressiva, la società militare.
Questa fusione, il più delle volte creava, per chi era costretto ad obbedire,
dei veri e propri attriti e divergenze di idee.
Alla luce di questi fatti, possiamo capire, inoltre, come è stato duro
e c'è voluta una spaccatura interna per decidere se l'Italia doveva
o non doveva entrare in guerra.
Spaccatura che gli italiani hanno dovuto accettare con il silenzio
e se il silenzio non c'era, allora, tra patriottisti e pacifisti
si innesca uno scontro che iniziava non ad armi uguali perchè laddove
i pacifisti si fermavano a smascherare un sistema giuridico errato,
nel caso inverso gli interventi erano tutti mirati a fermare coloro che
si macchiavano di codardia e vigliaccheria.
Ora un'ultima domanda è doverosa:
il fine giustifica sempre i mezzi?
giovedì 27 marzo 2014
Inutile Tentare Imprigionare Sogni
Autore: Cristiano Cavina
Mamma Creonti vuole riscattare tutti gli insuccessi scolastici suoi,
e della sua famiglia da generazioni e generazioni, attraverso suo figlio Baldo.
Lei che non era riuscita a superare la prima media, ora ambiva che i suoi desideri,
i suoi sogni incompiuti si adempissero inesorabilmente sul figlio,
come se le sue colpe e le sue mancanze ricadessero su di lui.
Mamma Creonti era riuscita a farsi strada nel mondo del lavoro solo ottenendo di tirare a lucido i pavimenti del conte Ferriani e su quei diecimila chilometri di corridoio compiva delle vere e proprie maratone.
Contrariamente a quanto aveva desiderato Baldo che con Mamma Creonti aveva un dialogo pressoché zero, si trova costretto a dover lasciare i suoi sogni da genio del crimine per accollarsi, oltre alle medie anche gli anni del biennio
e del triennio superiore.
Sul sostegno di Creonti Vecchio non può certo contare dato che si era giocato:
moglie, bottega e salute, a carte e come si può immaginare aveva perso.
Ora non aveva più voce in capitolo se non che il suo tremolio costante
potesse essere interpretato come una risposta agli avvenimenti che accadevano
intorno a lui.
L'ITIS Alberghetti di Imola è una scuola confinante ad un manicomio
ma distinguere quale fosse l'uno o l'altra non era per niente facile,
solo il colore dei camici poteva aiutarti ad intuire da che parte eri,
all'Istituto i bidelli avevano il camice blu tenebra,
giusto per farti capire dov'eri entrato.
Il potere dell'istruzione metteva le ali ai piedi perchè appena suonava la sirena
e neanche campanella, quella dell'ultima ora, si svuotava di colpo l'intera scuola.
Una vita difficile quella all'ITIS e l'aver "scelto", dato che con Mamma Creonti
di scelta non si era trattato, l'indirizzo elettrotecnico non aveva certo aiutato.
L'unico piano di fuga di Baldo era non farsi segare a giugno e finire in fretta quegli ultimi tre anni, per poter dedicarsi alla sua aspirazione di genio del crimine.
Ma le interrogazioni specie quelle a sorpresa erano delle vere e proprie confessioni
e non aiutavano di certo i suoi progetti, visto i bassi voti che portava a casa.
Solo lui sa quanta premura e attenzione dedicava per non mettere a conoscenza
Mamma Creonti di tutto ciò.
Anche se in giornate grigie era un favore se ti seppellivano a scuola contrariamente a quando c'era il sole, nelle quali uno si sentiva defraudato di tutti i suoi diritti umani se solo balenasse in mente a qualcuno di metterci piede.
I piani B non sempre davano la soluzione migliore alle vie d'uscita a volte ci cadevi rovinosamente dentro tutto intero da capo a piedi perché i geni del crimine proprio non ci riesci ad istruirli, dimostrando così un inutile spreco di tempo
e chi tale voleva essere, doveva mettere in conto di soggiornare
di tanto in tanto dal preside.
Quando i guai ti vengono incontro una persona intelligente non fa altro che
girare sui tacchi ed andarsene ed invece no, come potevi star fuori da una situazione
quando ormai ti trovavi immischiato fino al collo?
Baldo, si unisce ad Oscar Rosini e Tiro per reclamar vendetta in nome del suo compagno Confittoni.
Come si dice al peggio non c'è mai fine...
E con questo fallimentare piano B, il disastro della sua vita,
vede sfumare definitivamente tutti i suoi sogni perché non mette in conto che
perire nei piani B possa essere un difetto di famiglia Creonti.
mercoledì 26 marzo 2014
IL GLICOMANE L'uomo che diventò un dolce
Autore: Moni Ovadia
Premessa: Parto con il dire che sono stata un po' scettica se fare o non fare
la recensione di questo libro non perché non mi fosse piaciuto
ma perché già dal titolo si può capire dove vuole arrivare a parare.
Georges Samla, proprio come il personaggio di Franz Kafka nel suo libro
La metamorfosi che si trasforma in un insetto, lui, si trasforma in un dolce.
Ma come è possibile?
E con che conseguenze?
Un libro che ci avvicina all'arte culinaria per l'appunto dei dolci ed alla cultura
alimentare multi-etnica, a tutti gli scambi ed i riti che ci accompagnano
ed avvengonno attorno ad una tavola.
Per non dimenticare che mangiare poco di tutto fa bene al corpo, al cuore,
alla mente ed allo spirito perchè essenzialmente
"mangiare bene vuol dire stare vicino a Dio."
mercoledì 12 marzo 2014
Belle & Sebastien
Regia: Nicolas Vanier
Nazione: Francia
Sulle orme dell'omonimo best seller tratto dalla penna di Cécile Aubry
nella metà degli anni '60
e poi la celebre serie televisiva di cartoni animati giapponesi
che tanto hanno spopolato negli anni '80
arriva anche nelle nostre sale cinematografiche il film live-action,
in una versione un po' riveduta dall'originale.
La vera amicizia non ha bisogno di parole.
Sebastien e il nonno César, sono sulle tracce della Bestia che crea terrore
tra gli abitanti e gli ovili, in tutta la valle, del versante francese alpino,
mentre dei bracconieri hanno appena ucciso una femmina di camoscio.
Uccidere una femmina di camoscio, con un cucciolo appresso e per giunta d'estate
è un infamia così si trovano costretti ad abbandonare l'inseguimento,
per mettere in salvo il cucciolo.
Saint Martin (Giugno 1943)
Il nonno ha una baita con degli animali e il cucciolo di camoscio viene accettato
volentieri da una femmina di capra, ci penserà lei a svezzarlo e quando sarà pronto
verrà liberato, l'inverno venturo, per raggiungere i suoi simili sulle cime della montagna.
Angelina la nipote di César, ha una panetteria in paese e con l'arrivo dei tedeschi
è costretta a fare 30 Kg. di pane per loro naturalmente gratuitamente.
Il tenente l'avverte di stare ben attenta a non mischiare la farina con la crusca
come aveva fatto l'altro fornaio, lei di risposta dice che i veri soldati combattono
e non saccheggiano i forni.
Ma la determinazione di Angelina a cosa servirà?
I tedeschi vogliono o sperano di trovare anche solo i nomi di chi fa passare,
dei clandestini, dall'altra parte del confine e non sanno che Guillaume il dottor del paese è anche guida alpina esperta che agisce nell'oscurità per aprire tale passaggio.
Sebastien sente la mancanza della sua mamma e domanda al nonno
se fosse tornata per quel Natale?
Si crede che la Bestia, sia la responsabile delle stragi di pecore avvenute di recente nella zona, è fuggita dal suo padrone, cattivo e prepotente, dal momento che la picchiava, la teneva alla catena e non gli dava da mangiare.
André il boscaiolo dice a Sebastien che per forza la povera bestia si fosse incattivita e fosse diventata la Bestia quale è, costretta a stare in quelle simili condizioni, chiunque lo sarebbe diventato.
Ma Sebastien non crede che la Bestia sia responsabile di tali razzie
e poco alla volta fa amicizia con la Bestia.
Un giorno, Sebastien si accorge che non è un bellissimo cane, un Pastore dei Pirenei
ma una bellissima femmina, decide così di chiamarla Belle, lei si fida di lui e lo segue.
Sebastien le insegna ad aver timore delle tagliole che gli abitanti stanno piazzando
per poterla catturare, in cambio lei lo aiuta con il pascolo delle pecore.
Mentre Sebastien fa vedere la sua vecchia casa, il nonno arriva e capisce che il ragazzo gli sta nascondendo qualcosa. Sì ma che cosa?
Gli abitanti sono sempre più decisi a catturare la Bestia ed in una battuta organizzata all'occorrenza, nella quale il nonno è un fervido sostenitore in quanto è determinato a porre fine a questo terrore, per poter riportare la pace nella valle, pone un tranello a Sebastien ed a Belle, così, messa alle strette, Belle viene ferita ma riesce a scappare.
"Bastardi le bestie sono loro!" Sebastien non perdona il raggiro del nonno,
scappa dalla casa di lui e si rifugia nella sua vecchia casa.
Trova ad attenderlo Belle che essendo stata ferita non può andare molto lontano
ed ha trovato rifugio lì.
Anche se fortunatamente la pallottola non ha toccato organi vitali,
quello che più fa temere per la sua vita è l'infezione che si sta sviluppando.
Per poterla salvare bisognerà farle un'iniezione ma l'animale non sopporta essere toccata, ne tanto meno si fa avvicinare dagli uomini che le hanno fatto solo del male.
Dal momento che è ritenuta selvatica e pericolosa, chi le si avvicinerà
e le farà la puntura?
Guillaume va a preparare la pista per il passaggio ma nel ritorno fa un'eccezionale scoperta. Di che si tratta?
Sbadatamente, si rompe una gamba, in un'incidente di percorso.
Tutto è pronto per il passaggio ma chi e come porterà a termine la missione
ora che lui è indisposto?
E soprattutto chi fornisce a Guillaume l'orario delle ronde?
Perché la mamma di Sebastien non è lì con lui? Dov'è la sua mamma?
Chi è veramente César?
E' la notte di Natale, una notte in cui si scopriranno tante verità
ma è anche il momento di far vedere a tutti il grande valore di Belle
e del suo inseparabile amico Sebastien.
In questo film girato in tre stagioni (estate, autunno ed inverno)
scopriremo il grande legame tra l'uomo e gli animali nella natura
vedremo tutto lo splendore dei paesaggi nelle sue bellezze ambientali.
Anche la colonna sonora e le canzoni sono sublimi,
in lingua francese danno quel tocco di raffinatezza in più!
martedì 11 marzo 2014
La scelta
Autore: Nicholas Sparks
Degli amici d'infanzia Travis, Matt, Joe e Laird, Travis era l'unico ancora sentimentalmente libero, mentre gli altri erano già tutti accasati, sposati e con prole, lui era il solo a condurre una vita da single.
La cosa non impediva agli amici di continuare a frequentarsi, anche se da un pò
di tempo i loro incontri erano di diverso tipo.
Non poteva più permettersi di godere della loro piena compagnia e della loro totale disposizione ma ciò permetteva loro di trascorrere ancora delle piacevoli giornate tutti insieme.
Travis, aveva un buon lavoro e la mancanza di una compagna fissa non era un grande problema per lui, poteva avere tutte le donne che voleva, aveva tutte le qualità per poterselo permettere ma lui era uno spirito libero e la sua vita lo appagava così com'era, sport, viaggi, non si faceva mancare niente.
Vive da solo o meglio in compagnia del suo cane Moby in una villetta sulle rive del fiume quando è da poco arrivata a vivere lì a fianco una nuova vicina di casa: Gabby, anche lei ha un cane Molly.
Sarà proprio un insolito equivoco, un errore di valutazione dei due animali
e il lavoro di lui a dar vita ad un incontro che segnerà per sempre le loro vite.
Fino a che un tragico incidente metterà a dura prova i loro destini
e tutto dipenderà da una scelta.
Una scelta determinante per scoprire quando entra in gioco l'amore, il destino
e capire che ruolo hanno in comune ma soprattutto rivelazione delle rivelazioni,
il destino è già scritto per ognuno di noi o siamo noi a deciderlo?
lunedì 10 marzo 2014
Il seggio vacante
Autore: J.K.Rowling
La morte improvvisa del consigliere Barry Fairbrother crea un certo fermento
nella cittadina di Pagford (Inghilterra).
Con la sua morte viene a crearsi una vacanza imprevista:
un seggio del Consiglio locale vacante.
Un posto lasciato vuoto ma ambito da molti perchè d'un tratto da questo vuoto,
per la perdita, c'è l'opportunità di una prestigiosa possibilità.
E come non ambire ad una vita di agi e di lussi?
Un'opportunità troppo grande da lasciarsi sfuggire,
una pentola della cuccagna che dondola sulle teste dei cittadini,
bisogna solo saper colpire.
Ed i colpi di fortuna possono essere aiutati da intuizioni, sotterfugi, scorciatoie,
raggiri, spintarelle e lavate di mani, cosa che non è poi così difficile a Pagford,
dove una vendetta personale diventa il lievito che fa fermentare la massa.
In questo romanzo l'autrice della saga di Harry Potter è stata sagace
ad abbandonare i ruoli del fantasy per intraprendere, sotto una luce del tutto diversa, una nuova strada quella del realismo contemporaneo.
Anche se nel suo nuovo esordio è un po' cruda nel linguaggio e spietata nel raccontare: divergenze, veleni, odi, rivalità, influenze nefaste, interessi e tanto altro ancora perchè la realtà lascia sempre una sorta di patina amara in bocca,
a chi è abituato a sognare...
domenica 9 marzo 2014
Latte parzialmente sTremato
Autore: Martino Campanaro
Si fa presto a capire merda o come dice mio figlio: "Cazzo per palazzo!"
A volte nemmeno ce ne accorgiamo, sono errori che facciamo semplicemente
per abitudine...
Certo è che la lingua italiana è davvero strana
ma il più delle volte siamo noi a non saperla usare.
E quando ad una sola parola si possono dare due significati (sedere)
oppure quando basta cambiar una sola lettera (impallinare-impollinare)
l'inizio (impannato-appannato) o modificarne la fine (soglia-sogliola)
per accendere la miccia che fa scattare tutti gli equivoci ed i fraintendimenti
e non parliamo di quando il dialetto ci mette lo zampino...
Con l'età diamo la colpa alla dislessia o all'alzheimer (in base a se si è più vicini all'una o all'altra) oppure al tempo, all'allattamento o al ciclo (per chi non avesse capito quest'ultime sono solo per chi è femmina anche se a volte si sentono dire rivolte ai maschi...) perchè com'è vero non è mai colpa nostra!!!
Ma che dire di quando uno da semplici errori li fa diventare strafalcioni, castronerie, sgangherataggini?
Certo, non c'è che dire, hanno un buon "bagagliaio" culturale.....
Mah! Stendiamo un velo "peloso" ed andiamo avanti!
Questo divertente libro si può dividere in 4 macroaree ed in 20 microaree,
quanto basta per volersi sbizzarrire perchè come si suol dire:
"Ce n'è per tutti i gusci!"
mercoledì 5 marzo 2014
La speransa l’è l’öltima a mör
della compagnia Sforzatica Sant'Andrea -Bg-
"Chi vuol vivere e stare sano, dai parenti stia lontano"
e questo il signor Annibale Rustichelli, lo sa molto bene, dato che Ida ed Eda,
sorelle "zitelle" di sua moglie Ada, dopo aver affittato la loro casa in Valbondione
e sono venute a stare da loro, con la scusa che hanno una casa molto grande
tanto da affittare delle camere.
Al ritorno della processione del Corpus Domini, tutte si trovano a spettegolare su tutti, Annibale non le sopporta proprio, spera solo che le sue due cognate,
si trovino marito per mandarle fuori casa per godersi un po' di libertà
e di pace che da quando sono arrivate loro, sono venute meno.
Ugo ha un colloquio di lavoro per scaricare le cassette al mercato,
non è molto importante ma pur sempre un lavoro onesto.
Annibale spera che gli inquilini: Pilade Passavanti e Rutilio Ristori,
entrambi liberi come gli uccelli di bosco, si innamorino delle sue due cognate.
Pilade che viene dalla alta val Brembana non vuole fare su e giù
e per questo decide di stabilirsi lì.
Rutilio che viene da Montecatini ha qualche problemino: è pieno di tic,
ma entrambi sono buoni candidati per essere suoi cognati
e chissà che sia la colta buona che riesce a cacciargliele dietro a qualcuno?!
Elide fa il filo ad Ugo, il figlio di Annibale ed Ada, il quale non vuole saperne.
Ida ed Eda pensano di far sposare il nipote con Elide
e quando la voce viene all'orecchio di Annibale,
trova la cosa assurda perchè non pensano di sposarsi loro,
anziché far sposare il figlio che sta bene così dov'è.
Bianchina è la figlia di un amico di Annibale, il quale è venuto a mancare
ed in nome dell'amicizia che aveva con il padre, è venuta a stare in casa con loro
ed Annibale se ne prende cura come una propria figlia.
Ma lei non vuole essere come una figlia, lei vuole essere sua nuora ed intanto spera.
E dopo tre mesi la situazione non è molto cambiata anzi,
Rutilio ha messo gli occhi sulla padrona di casa
e Pilade ha messo gli occhi, fin da subito, su Bianchina.
Equivoci, ilarità e risate sono all'ordine del giorno
ma come andrà a finire, dirlo non si sa,
quel che è certo è che "la speranza è l'ultima a morire!"
martedì 4 marzo 2014
Se mi chiami mollo tutto... Però chiamami
Autore: Albert Espinosa
In questo libro scopriamo come Albert Espinosa sia superbo nel farci vivere,
in un modo del tutto semplice e più che naturale,
un viaggio a ritroso nella memoria di Dani.
Dove tramite i suoi ricordi viviamo i timori, la rabbia e le sofferenze
della sua infanzia, nella sua famiglia.
Scopriamo vicende quasi fiabesche, fantastiche, bizzarre e assurde
che hanno segnato il corso della sua vita.
Capiamo il perchè delle sue scelte attuali che lo hanno portato a porre fine
alla relazione tra lui e la sua amata compagna.
Un mix perfetto di ricordi da collocare come pezzi di un rebus
in cui la parola chiave è: energia.
E qual'è l'energia più grande se non quella dell'amore?
Un vademecum da leggere tutto d'un fiato attratti dalla profondità di pensiero
e dal modo in cui veniamo coinvolti nell'analizzare ed imparare,
delle piccole lezioni di vita, tramite delle vere e proprie perle di saggezza e di verità.
sabato 1 marzo 2014
53 risposte verosimili alle 42 domande impossibili dei nostri figli
Autore: Scuola Holden
Cura: Marco Ponti
Il perchè è la curiosità all'origine di questo libro,
capire come rispondere al meglio, ai nostri figli, in quell'età (2-7 anni)
in cui i loro perchè sembrano essere il dogma dell'intera loro vita.
Ma come sanno essere strazianti con i loro perché,
eppure loro non si stancano e continuano imperterriti nelle loro domande.
Sta a noi capire che alla base di questa loro continua ricerca
c'è la loro infinita voglia di scoprire, imparare e conoscere
come del resto è giusto fare a quell'età.
Il più delle volte, poter trovare una risposta che possa soddisfare
e placare la loro sete di sapere, senza intaccare il nostro sistema nervoso,
non è per niente facile perchè mettono alla prova la nostra già minima pazienza
e la nostra incerta conoscenza del mondo, perché tutti, chi più chi meno,
abbiamo studiato ma non possiamo sapere tutto di tutto.
E' vero che c'è internet e i vari motori di ricerca ma loro le domande le fanno a noi
e vogliono che siamo noi a dargli delle risposte.
Ed anche se ce lo chiedono in un modo del tutto bizzarro, ci stanno dicendo
di stare con loro, siamo noi i loro genitori e di noi si fidano ciecamente
perché per loro siamo degli eroi e noi dovremmo solo beneficiare
di tale opportunità, almeno fino a quando ci vedranno tali.
Non dimentichiamoci che dentro ad un sonno ci sono i sogni e a noi non resta
che usare la parola per farli immaginare, perché anche se non esiste un tracciato,
non esiste una strada e le linee guida a poco valgono se sono generiche,
essere genitori è cercare di disegnare una mappa,
per arrivare al cuore dei nostri figli.
Una mappa del tesoro.
E qual è il tesoro più grande se non quello che i nostri figli, sono per noi?!!.
Certo la verità in assoluto non è scritta qui, in questo libro,
così come non ce l'abbiamo noi ma almeno potremo constatare,
smentire ma soprattutto metterci a confronto,
ci aiuterà come capire meglio i nostri figli, come sono fatti, come andargli incontro,
accettandoli ed aiutando loro ad accettarsi nelle gelosie tra fratelli
e nelle competizioni tra i compagni.
Un segreto è quello di trovare risposte che spieghino non tanto la causa
ma lo scopo, risposte finalistiche ed esaustive.
Non scoraggiamoci!
Nel tentativo di trovarne alcune, possono pur sempre andar bene
anche quelle più banali, distratte ed approssimate, giuste o sbagliate
che siano purché ci siano!
Nel frattempo potremo anche imparare dai nostri figli come tornare a vedere
con gli occhi di un bambino quello che anche noi, un tempo, vedevamo
cioè il mondo al contrario, il mondo su misura per loro.
Un libro veloce, semplice, divertente e soprattutto non impegnativo.
venerdì 28 febbraio 2014
L'ultima riga delle favole
Autore: Massimo Gramellini
Tomàs avendo smesso di credere nell'amore ha un cuore distrutto
che crea croste di cinismo sulla sua sensibilità.
Allergico agli affetti, starnutisce come forma di difesa o campanello d'allarme
che lo avverte di starsene alla larga quando le situazioni diventano emotivamente impegnative.
Come in un sogno onirico, come in un viaggio dantesco,
Tomàs viene trasportato in un universo parallelo,
in una sorta di limbo per ricominciare a vivere ed amare prima di tutto la vita,
se stesso, gli altri e per prepararsi all'incontro con la sua anima gemella.
Sì perchè è proprio questo il suo più grande, inconscio e recondido desiderio
che lo porterà ad affrontare prove di difficoltà, coraggio, fiducia,
per scoprirsi capace di qualcosa, per tornare a credere, vivere ed amare.
Questo libro è un vero e proprio saggio sulla vita e sull'amore da leggere e rileggere,
per conservare la capacità di meravigliarsi, sempre, proprio come in amore.
sabato 22 febbraio 2014
ROMEO & GIULIETTA Ama e cambia il mondo
Prodotto da: David Zard
Musiche: Gerard Presgurvic
Versione italiana: Vincenzo Innocenzo
Regia: Giuliano Peparini
La tragica commedia di William Shakespeare rivista qui in uno spettacolare musical
che esalta l'amore dei due giovani: Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti.
Giulietta deve sposare Paride e da una festa per il suo prossimo matrimonio,
Romeo si imbuca ed incontra Giulietta e subito se ne innamora
perché lei ai suoi occhi è come seta leggera, con colori di magia.
Ma le avversità, gli odi, i conflitti, gli scontri delle loro famiglie
contrastano la loro unione in una "Verona padrona".
I due giovani si domandano quando potranno mai amarsi
sognando solo un bacio, un bacio e poi...
La follia nel culmine della felicità, nell'eternità del loro amore.
Romeo si allontana dai falsi amici e da tutti, e si domanda chi egli fosse?
Giulietta allo stesso modo si chiede perché proprio Romeo?
Come l'odio dei padri può ricadere sull'amore dei figli?
Che cos'è mai un nome?
Rinunceranno al loro nome, in nome dell'amore!
Romeo chiede al frate Lorenzo di sposarlo ma questi cerca di farlo rinsavire
rammentandogli Rosalina e chiedendogli se, se ne fosse già dimenticato?
Suo malgrado constata come l'amor dei giovani non sta nel cuore ma negli occhi.
Romeo cerca di convincerlo che il loro amore, appunto,
potrebbe sanare l'odio delle rispettive famiglie
ma la vita non fa sconti, si ha ciò che non si vuole, si vuole ciò che non si ha
perchè le cose non son mai come vorremmo noi.
L'invidia che brucia nei padri porta a ridere dei loro figli.
La nutrice di Giulietta che la conosce fin da che era in fasce,
le augura di amare tanto da accendere il buio, di amare con ogni forza,
di amare senza paura, di amare perché non c'è peccato nell'amore,
di amare fino a fermare il tempo, di amare per cambiare il mondo,
le augura di bruciare quel desiderio che è racchiuso in lei amando senza confini.
Il principe Escalo che è al potere ordina che ci sia pace, mai più zuffe,
mai più risse ed uccisioni, altrimenti la morte ricadrà sui responsabili.
Ma in una sfida tra Tebaldo dalla parte di Giulietta e Mercuzio dalla parte di Romeo,
Mercuzio muore e lancia una maledizione sull'amico dicendogli che avrebbe perso
la ragione, infatti Romeo grida vendetta perché la ragione non può tacere se un amico muore ed uccide Mercuzio.
Il principe per porre fine a questa morìa di crudeli contese, indagherà
e condannerà l'assassino ma non sapendo chi avesse iniziato per prima il conflitto, esilia Romeo, dato che ne lacrime ne preghiere cancelleranno le loro offese.
Nell'addio, sua madre si interroga se i veri violenti fossero proprio loro,
con i loro odi e non Romeo che ha solo fatto giustizia ad un'offesa subita.
Interrogano Dio per tutto quel sangue.
Giulietta, con il suo Romeo lontano, scelta non ha è costretta a sposare Paride,
sotto consiglio del frate Lorenzo prende un veleno che la fa sembrare morta
per quarantadue ore, nel frattempo egli avrebbe avvisato Romeo del fatto.
Così Giulietta chiede che l'amore le dia forza e che la forza le dia aiuto,
chiede pietà a Dio e pietà per i suoi simili.
Ma la morte di Giulietta arriva alle orecchie di Romeo prima della verità stessa,
Giulietta è morta e non risorgerà ma in questa pazzia non c'è un vincitore,
hanno perso tutti perché la colpa è in ognuno di loro.
Romeo giunto alla tomba di Giulietta, ignaro di tutto per colpa di una sorte avversa,
straziato di dolore, muore in un bacio; si avvelena veramente,
fermando così, per sempre, la porta del respiro,
proprio quando Giulietta si sta risvegliando.
Lei vedendo Romeo morto al suo capezzale cerca di morire con la sua stessa mano,
lo stesso veleno ma ahimè non ce n'è più neanche una goccia per salvare lei,
così, desiderosa di raggiungerlo oltre la vita, si uccide con un pugnale.
Muore d'amore perché l'amore li ha bruciati vivi
mentre il resto dell'umanità resta al freddo quaggiù
perciò il sole per il dolore non mostrerà la sua faccia.
In un tripudio di musiche: tecno, classica, leggera e moderna, suoni,
luci, colori: blu quelli di Romeo e rosso quelli di Giulietta, frazionano in modo netto
le due famiglie, dando agli occhi dello spettatore una sensazione ancor più di contrasto.
Canti, danze, balli in coreografie d'effetto e scenografie d'incanto dove tre pannelli mobili, pedane sali-scendi, cancelli e teli si muovono per dare sempre
quel tocco in più, per emozionare e rapire lo spettatore fino a farlo immedesimare nella scena stessa.
So che le mie parole non danno il giusto merito a questo spettacolo
ma merita davvero di essere visto, perciò non perdetelo assolutamente
perchè i complimenti vanno a tutto il cast, nessuno escluso,
dato che ognuno di loro ha il proprio grado di personalità,
bravura, teatralità, follia, estro ed eccentricità.
martedì 18 febbraio 2014
Soldatini di piombo
Autore: Uri Orlev
Nel corso di una mobilitazione generale, Mitek, marito di Sofia, viene arruolato
e mandato in Oriente mentre lei rimasta a Varsavia si occupa dei loro figli:
Yurek e Kazik.
La situazione diventa sempre più difficile, la città brucia e crolla sotto i bombardamenti del nemico.
Si cerca, invano, di allontanarsi ma per strada la gente ha abbandonato i fagotti
e le valigie preparati per l'esodo, carichi troppo pesanti da portarsi appresso,
meglio salvare la propria vita che una valigia.
Mentre le arrivano notizie del marito, pensa che forse avrebbe dovuto raggiungerlo, nella zona conquistata dai russi ma l'inverno è rigido e lei ha paura di avventurarsi, per non rischiare la salute dei bambini.
Così decide di rimanere a Varsavia fino alla fine della guerra.
Ma così non si può vivere con i rumori delle bombe, le cannonate, la contraerea,
le mitragliate, il coprifuoco, i rifugi, la paura, la deportazione e la morte.
Hanno dovuto lasciare il loro appartamento e sono andati a vivere nel ghetto.
Yurek, sogna di avere dei soldatini con i quali giocare e nel frattempo gioca a fare
la guerra con suo fratello Kazik.
Sofia ha trovato lavoro presso una fabbrica per la quale il governo d'occupazione,
ha lo scopo di servirsene, impegnandosi a non deportare nessuno degli operai,
per questo motivo, lavorano lì, anche suo figlio Yurek e sua cognata Stella.
Ma un giorno nel corso di una retata lei e suo figlio Yurek vengono presi
e fatti convogliare verso un treno.
Li salverà solo l'intervento di sua sorella Ana ma i guai non sono ancora finiti.
Lei e i suoi due figli si troveranno ad aver a che fare con la polizia
che vuole a tutti i costi deportarli.
Sofia si ammala e muore.
Yurek e Kazik passeranno dalla finzione alla realtà,
finendo davvero in un campo di prigionia
ma anche lì, a loro non resterà che pregare e giocare
perchè i tedeschi possono uccidere tutti e distruggere tutto
ma non la fantasia di questi due bambini.
Questo libro viene visto con gli occhi di un bambino
che vanno al di là di quelli di un adulto
che in un'ottica di crescita vogliono cogliere i più minimi dettagli
per poterli analizzare, con la curiosità e il desiderio di capire il perchè,
se un perchè c'è.
venerdì 14 febbraio 2014
Poesie per un gatto
Autore: Vivian Lamarque
Premessa:
Questo libro non è solo per i più piccoli
ma per tutti gli amanti dei gatti (me compresa).
In questo libro, diviso in tre parti, conosciamo Ignazio,
un gatto prepotente, impertinente e sorprendentemente intelligente.
Non per niente,
si sta parlando di Sua Gattosità!
Quindi come non esserlo?
Se proverbialmente parlando,
la curiosità di un gatto non ha confini
che dire, allora, dei loro padroni?
domenica 9 febbraio 2014
Cògo, orègia, zio… Che trio!!!
della compagnia "Aurora" di Villa d'Almè -Bg-
Un giorno Romeo Romeo, arriva alla casa dell'industriale Romeo Romei,
con lo scopo di andare a trovare il suo amico Gioàn
che fa il maggiordomo in quella casa.
Viene a sapere che la famiglia Romei ha bisogno di un cuoco e lui appunto quello è.
Prima di mettere una buona parola ai suoi datori, Giòan dice al suo amico che
non deve far sapere al padrone di casa il suo cognome,
non vuole che possa pensare che abbia un nome simile ad un cuoco qualunque.
Elena la padrona di casa, non sapendo cucinare, lo assume immediatamente,
con una premessa: l'assunzione è certa, il pagamento un po' meno.
Quando arriva anche il padrone, conosciuto per la sua avarizia,
non è affatto d'accordo.
Nel frattempo arriva il postino con un pacco per il sig.Romeo
e qui nascono gli equivoci.
All'interno c'è una lettera di testamento di un suo certo zio
che gli lascia in eredità 800mila€,
200mila€ subito presenti nel pacco e gli altri li avrebbe ricevuti a breve.
Alla vista di tanti soldi, a lui ed al suo maggiordomo, viene un mancamento,
il quale è tre mesi che non riceve paga.
Dopo essersi reso utile, il padrone di casa decide di assumere il cuoco.
Nel frattempo, per capire quale zio possa essere stato ad aver lasciato il testamento,
si affidano ad una medium ma al posto dello zio compare in casa
il fantasma della zia Celestina, la moglie di suo zio, ovviamente solo lui può vederla
e così iniziano le risate dalla platea presente.
Il fantasma della zia però non è affatto contenta che suo marito Venanzio,
legato affettivamente al nipote, abbia lasciato in eredità tutta quella somma
che lei ritiene siano i suoi soldi, proprio a lui che è così tirchio
e non se ne andrà se prima non avrà speso tutto.
Come speso tutto?! I soldi sono appena arrivati e deve già vederli sparire?
Come vivere con la presenza del fantasma della zia?
E se, per condire il tutto, arrivasse anche una presunta amante?
Con quella che crede l'amante dentro casa, la moglie non ci sta e così se ne va.
Ma dopo tante risate saprete capire che fine faranno i soldi?
venerdì 7 febbraio 2014
Il segreto del bosco - Night School
in un viaggio adolescenziale che evoca amicizie, prime cotte, gelosie e complotti,
in un'alquanta misteriosa ed insinuosa scuola che si impara piano piano ad apprezzare ed amare.
Ma di chi ci si può fidare, se si arriva quasi a dubitare di se stessi?
Per scoprire la verità, bisogna correre il pericolo, prima di tutto, di mettersi in gioco in prima persona.
Una roccambulesca fuga che riempie di suspance e brividi...
Sappia, però, il lettore, che non è proprio questo il finale che ci si aspetterebbe,
lascia ancora una sorta di alone e di mistero.
Forse, non è proprio questo il fascino, lasciare ancora il dubbio?
Buona lettura!
martedì 4 febbraio 2014
La cucina degli ingredienti magici
Autore: Jeal McHenry
Ginny è una ragazza ventiseienne, davvero particolare, dall'apparenza timida e schiva,
non socializza molto con il mondo esterno, per motivi patologici.
Come si comporterà ora che ha subito la perdita di entrambe i genitori?
Dal momento che loro non ci sono più a prendersene cura,
farà i conti con la sua vita o accetterà l'aiuto di sua sorella Amanda?
Per consolarsi si rifugia in un mondo tutto suo, fatto di pentole e fornelli: la cucina,
nella quale ha sempre dimostrato di essere un'abile cuoca.
Un giorno mentre prepara una ricetta lasciata da sua nonna,
morta vent'anni prima, riesce ad evocare il fantasma della nonna stesso.
Richiamato dai profumi della sua ricetta, la nonna lascia a Ginny,
un messaggio sibillino, prima di sparire.
Nel frattempo Amanda vuole vendere la casa perchè avendone già una sua,
essendo sposata e con prole, non può permettersi di mantenerla
ma quella è la sola e unica casa in cui Ginny abbia mai vissuto.
Non vuole e non può cedere alla sorella che la sta invitando a stare da lei,
deve prima svelare gli arcani di quel mistero
che la porteranno alla scoperta di altri segreti riguardanti la sua famiglia.
Un libro originale, stimolante e invitante, vengono riportate le ricette,
con cui poter far pratica, in cucina, di persona
e chissà che magari evochiamo, anche noi, dei fantasmi...