Un blog in cui trovare recensioni di libri, poter parlare di tutto un po', scambiarsi opinioni o semplicemente suggerire letture, per un arricchimento socio-culturale.
BENVENUTI nel mio blog!!!
Innanzitutto bisogna capire cosa intendo io per recensione:
non per forza un riassunto del libro, a volte pure e semplici impressioni, valutazioni ed interpretazioni di quello che un libro mi ha o non mi ha trasmesso.
E non come pensa mio figlio "Brava mamma, così poi vengo da te e rubo il lavoro che hai fatto..."
Non è esattamente così che dovrebbero andare le cose.
Spero di comunicare il desiderio, la voglia e il piacere di leggere perché leggere è bello, è evasione, è libertà ed è cultura purché si capisca quello che si legge.
In più, nei miei commenti, spesso, voglio semplicemente ricordare il come o il perché un libro sia entrato a far parte della cerchia delle mie letture.
Sperando di condividere con voi questo e tanto altro ancora, mi auguro che la cosa sia reciproca e che la passione per i libri ci unisca!
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martedì 18 febbraio 2014
Soldatini di piombo
Autore: Uri Orlev
Nel corso di una mobilitazione generale, Mitek, marito di Sofia, viene arruolato
e mandato in Oriente mentre lei rimasta a Varsavia si occupa dei loro figli:
Yurek e Kazik.
La situazione diventa sempre più difficile, la città brucia e crolla sotto i bombardamenti del nemico.
Si cerca, invano, di allontanarsi ma per strada la gente ha abbandonato i fagotti
e le valigie preparati per l'esodo, carichi troppo pesanti da portarsi appresso,
meglio salvare la propria vita che una valigia.
Mentre le arrivano notizie del marito, pensa che forse avrebbe dovuto raggiungerlo, nella zona conquistata dai russi ma l'inverno è rigido e lei ha paura di avventurarsi, per non rischiare la salute dei bambini.
Così decide di rimanere a Varsavia fino alla fine della guerra.
Ma così non si può vivere con i rumori delle bombe, le cannonate, la contraerea,
le mitragliate, il coprifuoco, i rifugi, la paura, la deportazione e la morte.
Hanno dovuto lasciare il loro appartamento e sono andati a vivere nel ghetto.
Yurek, sogna di avere dei soldatini con i quali giocare e nel frattempo gioca a fare
la guerra con suo fratello Kazik.
Sofia ha trovato lavoro presso una fabbrica per la quale il governo d'occupazione,
ha lo scopo di servirsene, impegnandosi a non deportare nessuno degli operai,
per questo motivo, lavorano lì, anche suo figlio Yurek e sua cognata Stella.
Ma un giorno nel corso di una retata lei e suo figlio Yurek vengono presi
e fatti convogliare verso un treno.
Li salverà solo l'intervento di sua sorella Ana ma i guai non sono ancora finiti.
Lei e i suoi due figli si troveranno ad aver a che fare con la polizia
che vuole a tutti i costi deportarli.
Sofia si ammala e muore.
Yurek e Kazik passeranno dalla finzione alla realtà,
finendo davvero in un campo di prigionia
ma anche lì, a loro non resterà che pregare e giocare
perchè i tedeschi possono uccidere tutti e distruggere tutto
ma non la fantasia di questi due bambini.
Questo libro viene visto con gli occhi di un bambino
che vanno al di là di quelli di un adulto
che in un'ottica di crescita vogliono cogliere i più minimi dettagli
per poterli analizzare, con la curiosità e il desiderio di capire il perchè,
se un perchè c'è.
Questo libro l'ho preso in biblioteca, per l'occasione della giornata della memoria, del 27 gennaio, la Shoah.
RispondiEliminaQuello che m'ha colpito di questo libro è che mentre lo leggevo pensavo che noi viviamo alla giornata fregandocene di quel che sarà domani,
loro vivevano o meglio sopravvivevano, cercando semplicemente di rimandare e guadagnare un'ora in più o un giorno in più, sperando che questo avrebbe portato a loro buone nuove.
Noi, quando le cose ci vanno male, desideriamo morire, loro desideravano vivere, per loro il domani significava, nonostante tutto, un giorno di vita in più.
Che bella riflessione.
EliminaPaola,
Eliminaa me piacciono i libri che
ti portano a fare queste riflessioni
perchè vogliono dire che
hanno qualcosa da insegnarti.
E credimi,
quando leggo mi accorgo
di quanto poco so
ed è proprio per questo che
mi stimolo a volerne sapere
sempre di più...