Autore: Fëdor Michajlovič Dostoevskij
-Il primo brevissimo, è la descrizione
di quattro notti indimenticabili,
quattro notti pietroburghesi,
quattro notti d'attesa,
appunto "le notti bianche",
in cui tenerezza, conforto e abbandono,
creano le basi ad un amore struggente,
l'amore per Nasten'ka.
Quattro notti nelle quali un sognatore
incontra l'amore della sua vita,
che lo porterà con i piedi per terra,
per poi abbandonarlo al suo mondo d'oblio,
non lasciandogli scampo, né modo,
di fantasticare oltre.
-Il secondo è una sorta di
corteggiamento epistolare,
tra un uomo ed una donna,
Makar, un anziano copiata
e Varvara, una giovane e malaticcia,
orfana, sarta.
Improntato sulla povertà,
sulla durezza e sulle restrizioni
del vivere quotidiano,
si limita al solo scritto
per paura di pettegolezzi altrui,
soprattutto da parte di lui che
ormai su di età, considera un dono
il semplice fatto di averla sua così.
Al contrario, lei,
vorrebbe essere più spedita,
in quanto la sua gioventù le regala
quel desiderio da vivere,
per il futuro.
Tra discrepanze e interruzioni,
le spaccature diventano solchi
da riempire, con un matrimonio...
Seppur la storia è breve
RispondiEliminae significativa,
la nostalgia e il trasporto lento
fanno sì che il racconto non giri
come dovrebbe,
è troppo complesso ed articolato.
Le descrizioni di sé stesso,
in terza persona atte ad estraniarlo,
creano quel distacco desiderato
non solo tra lui ed il personaggio,
ma anche tra me e lui...
Molto lento, monotono e noioso.
RispondiEliminaInfatti, essendo uno dei suoi
primi scritti, la forma è arcaica,
e prolifera di ripetizioni.
Si coglie un piccolo miglioramento,
una nota evolutiva letteraria,
di Dostoevskij,
nella lettera di lei a lui,
quella in cui ricorda la sua gioventù.
Nei successivi dovrebbe evolversi...
Speriamo!!!