Un blog in cui trovare recensioni di libri, poter parlare di tutto un po', scambiarsi opinioni o semplicemente suggerire letture, per un arricchimento socio-culturale.
BENVENUTI nel mio blog!!!
Innanzitutto bisogna capire cosa intendo io per recensione:
non per forza un riassunto del libro, a volte pure e semplici impressioni, valutazioni ed interpretazioni di quello che un libro mi ha o non mi ha trasmesso.
E non come pensa mio figlio "Brava mamma, così poi vengo da te e rubo il lavoro che hai fatto..."
Non è esattamente così che dovrebbero andare le cose.
Spero di comunicare il desiderio, la voglia e il piacere di leggere perché leggere è bello, è evasione, è libertà ed è cultura purché si capisca quello che si legge.
In più, nei miei commenti, spesso, voglio semplicemente ricordare il come o il perché un libro sia entrato a far parte della cerchia delle mie letture.
Sperando di condividere con voi questo e tanto altro ancora, mi auguro che la cosa sia reciproca e che la passione per i libri ci unisca!
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domenica 2 luglio 2017
Il mio nome è Asher Lev
Autore: Chaim Potok
Asher nacque a Brooklyn nel 1943
da genitori ebrei praticanti.
Fin da piccolo si capisce che ha un dono;
la pittura, ma deve imparare ad usarlo,
essendo ebreo non è facile per lui
far combaciare religione e passione.
Dipinge di tutto, ma per suo padre
i suoi disegni sono solo
un'inutile perdita di tempo,
pensa o meglio spera che crescendo
abbandoni quelle sciocchezze.
Da una parte c'è l'ottusità del padre
nei confronti del figlio,
dall'altra c'è la madre
che si ritrova ad essere
tra l'incudine (il marito)
ed il martello (il figlio),
non sarà facile per lei
avere un cuore diviso in due.
E dopo essere stata colpita di recente
da una forte forma di esaurimento
causata dalla morte del fratello,
lo incoraggia a dipingere
in modo leggiadro, ma lui non vuole,
per lui il mondo non è leggiadro.
Un giorno avrebbe trovato il modo per ridare vita a questo stanco mondo...
Lo zio, da parte di padre, vedendolo disegnare lo paragona a Chagall
e per incoraggiarlo gli compra
un suo primo disegno.
Guardare quella moneta in cambio
di un suo disegno, anziché emozionarlo,
lo irrequieta. Non capisce il cambio,
si sente defraudato,
vorrebbe indietro il suo disegno.
Lui non disegna per vendere,
e nemmeno gioca come dice suo padre.
Disegna la luce e l'oscurità,
con la cenere di una sigaretta,
poi è la volta del ghiaccio e dell'oscurità,
ma per disegnare dove sentirli dentro.
E così incomincia a vedere con altri occhi
ed a distinguere diversi gradi di buio,
a percepirne l'intensità
ed a metterla su carta.
La sua esistenza non è facile,
dover avere a che fare con il dono,
non è per niente facile,
deve combattere contro tutto e tutti,
anche se stesso e come non bastasse,
oltre al suo leggendario antenato
che viene sempre nelle notti,
a incutergli terrore ed incubi,
di giorno ci sono gli scherni
dei suoi compagni che lo deridono,
per la sua incapacità
di essere uno studente modello.
Dopo la morte di Stalin,
deve seguire, suo malgrado,
il padre e la sua famiglia, a Vienna,
dove devono stabilirsi per ordine del Rebbe
e lui in quanto ebreo osservante
ha il compito di obbedire alla Torah.
Come può un bambino di soli dieci anni
capire perché deve assolvere la volontà;
lasciare la sua casa di Brooklyn
per andare a Vienna,
un posto sconosciuto e lontano?
Tutti si aspettano da lui ubbidienza,
ma lui vive in un mondo a parte,
un mondo di colori e pittura,
il suo mondo, l'Altra Parte.
E sarà proprio da quella "parte" che
un giorno il mondo lo conoscererà come
il pittore delle crocifissioni
o sarà per il suo grande desiderio
di esprimersi??
Un libro per difendersi non per scusarsi.
Un mistero non si scusa, lo si accetta
ed ad esso ci si sottomette.
Sì, ma a che prezzo???
Un'artista,
RispondiEliminaprima di fare i conti
con la propria passione,
deve farli con se stesso,
perché la sua passione
lo porterà alla solitudine.